Nato in Sicilia nel 1970 Marco Amenta frequenta a Palermo il Liceo Classico Umberto I dove si diploma nel 1989. Negli anni di studio comincia anche la sua carriera come fotogiornalista del Giornale di Sicilia.
Nel 1992 decide di trasferirsi a Parigi dove riesce a conseguire la Laurea in Cinematografia . Negli anni francesi continua a prestare il suo servizio come fotoreporter per alcune riviste francesi e, nello stesso tempo, realizza i suoi primi cortometraggi in pellicola.
Fra i suoi documentari meritano sicuramente menzione quello realizzato per la televisione francese durante la guerra in Jugoslavia che ha come titolo “Born in Bosina” che è stato poi presentato al festival del cinema di Palermo, e sicuramente “Lettre de Cuba” che ha vinto il premio per giovani registi.
Nel 1995 dirige e produce il film “Diario di una siciliana ribelle” che viene presentato fuori competizione alla 54esima Mostra del Cinema di Venezia dove vince ben 21 premi internazionali. Nel 2004 dirige il docufilm “L’ultimo Padrino” cooproduzione dell’italiana Mediterranea Film e della francese ARTE. Il documentario avrà un buon successo e verrà venduto alle televisioni Svizzera, Norvegese,Irlandese e Spagnola.
Nell’anno successivo Marco Amenta gira “Il Fantasma di Corleone” un altro docufilm sulla caccia e sulla vita di Bernando Provenzano. La produzione è uscita nelle sale italiane il 30 marzo 2006 ricevendo subito la Nomination ai Globi d’Oro 2006 e ai Nastri d’Argento 2007.
E’ però con il film La siciliana ribelle che Marco ormai entra nella sua piena maturità di regista. Il film esce in Italia nel febbraio 2009 dopo che è stato presentato con notevole successo al Festoval Internazionale del Film di Roma. Amenta oltre ad essere il regista ha curato anche la sceneggiatura in compagnia di Sergio Donati.
Per La Sicilina Ribelle Marco riceve ottiene la Nominations ai David di Donatello come Miglior Regista Esordiente Italiano.
Attualmente Marco Amenta ha in produzione il suo nuovo film “Il Banchiere dei poveri” che si basa sul bestseller “Banker to the Poor”. La pellicola narra la storia di Muhammad Yunus, un banchiera ed economista bengalese che inventò il Mocrocredito ed ottenne il premio Nobel per la Pace nel 2006.