I protagonisti de I soliti idioti a Palermo

Lo scorso 5 novembre Fabrizio Biggi e Francesco Mandelli sono stati a Palermo per presentare e promuovere il loro film. Tre sono stati gli appuntamenti in rapida successione: alle 19:45 presso l’Uci Cinemas del Forum per poi andare al Cityplex Metropolitan alle otto e mezza e concludere al Cinema Arlecchino poco dopo le 22.

I due interpreti arrivano sul grande schermo quindi e lo sfidano sia come attori sia come  sceneggiatori, dopo i successi della sketch comedy televisiva e la tourné treatrale che fatto registrare il tutto esaurito.

La sfida è quella di bucare il grande schermo con la stessa comicità “politically scorrect”
attraverso le avventure di Ruggero e Gianluca De Ceglie.

Il disonesto Ruggero è il padre di Gianluca. Genitore molto autoritario e volgare, invischierà il figlio, dall’animo gentile ed appassionato di tecnologia e arte, in situazioni picaresche per fargli provare la vera vita e svezzarlo a suo modo. La coppia farà un viaggio in Italia ed incontreranno altre coppie di personaggi amati dal pubblico.

A sostenere l’interesse e l’entusiasmo verso I Soliti Idioti ci sono anche attori e personaggi vari dello spettacolo che hanno partecipato al film, come Gianmarco Tognazzi, la rock band Verdena, Miriam Leone, Marco Foschi.

Polemica di Siciliana Ribelle

Questo film è ambientato nella campagna italiana intorno al 1984. E ‘la reinterpretazione di una storia di vita vera di Rita Atriauna ragazza di 17 anni, siciliano la cui vita cambia totalmentequando va a cercare aiuto da un giudice anti-mafia con il nome diPaolo Borsellino. Lei vuole condannare il sistema mafioso, cheha causato l’uccisione del suo amato fratello e padre. E ‘la prima volta che una ragazza giovane come lei il coraggio di ribellarsi eandare contro la mafia. In quel momento la sua vita gira e si trova di fronte pericolo per la sua ribellione.

Rita è indicato scrivere tutti i dettagli della sua relazione con lamafia e dei regimi che hanno attraversato la sua mente comepensava di tradire la mafia. Il padre Michele, che rifiuta i valori della famiglia valutati una volta di essere coinvolti nel traffico di droga e ben presto viene ucciso. Presto in pochi anni piùsuccessore Michele viene ucciso anche. Questo è il momentoche Rita è una giovane donna decide di vendicarsi. Lei affrontasituazioni di pericolo di vita in cui ci sono gli attacchi su di lei. Ilregista Amenta è criticato per una rappresentazione zoppo di violenza.

Il regista è criticata per aver distorto la storia e fatti della vita diRita Atria. I fatti mostrati nel film sono molto diversi, che è ovviose uno solo di ricerche online. I personaggi sono anchemanipolati per adattarsi al ruolo. Michele in reale era un pastore, ma nel film si è mostrato come una maxima con la prosperitàrurale. Le mani della mafia non sembrano realistiche, in quantohanno perso la mistica del film. Questi errori sono offensive e unamaggiore breve venuta del film. La ragazza siciliana non riescequindi non solo di esprimere, ma anche ispirare ogni genere diemozione cinematografica.