Il lobbista, negli stati uniti, è una persona che “perora la causa” di settori industruali o gruppi di interesse presso i parlamentari. Lo fa in maniera legale ed alla luce del sole. Lo fa per soldi, molti soldi.
I migliori lobbisti hanno conti in banca a 9 cifre, ma proprio perché si tratta di un’attività legale deve essere anche trasparente. Le loro tattiche sono complesse e spesso son paragonabili ad una partita a scacchi o a backgammon, dove ogni mossa deve essere studiata per impedire al lobbista che rappresenta la fazione opposta di convincere i legislatori ad appoggiarne la posizione.
Alcune delle industrie che si rivolgono ai lobbisti non sempre ci tengono a farlo sapere e talvolta i soldi girano sottobanco.
Casino Jack racconta la vera storia di uno di questi lobbisti, Jack Abramoff, che in conseguenza dei suoi metodi poco consoni nel rapprentare gli interessi dell’industria dei casino, ha rovinato la sua vita e quella di chi gli viveva vicino.
Oggi i casinò online hanno interessi simili nel fare azione di lobbing sul congresso americano, nella speranza di liberalizzare un settore che muove miliardi a livello mondiale ma che negli states opera spesso al limite della legalità. La storia rischia di ripetersi ed è importante capire come funziona questo sistema di pressione.
Questo film, diretto da George Hickenlooper sulla sceneggiatura di Norman Snider, con la partecipazione di Kevin Spacey nel ruolo del lobbista e con Barry Pepper, Graham Greene, Kelly Preston, Jon Lovitz, Maury Chaykin e Rachelle LeFevre a coprire gli altri ruoli, promette di catturare gli spettatori e fare incassi interessanti al botteghino.
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Il Cast
Il film, oltre ad avere la regia di Marco Amenta, noto regista, fotoreporter e produttore siciliano di lungometraggi, cortometraggi e documentari, vede la partecipazione dell’attrice Veronica D’Agostino nella parte di Rita e di Francesco Casisa nella parte di Vito. Entrambi gli attori Veronica e Francesco, hanno già interpretato insieme il film “Respiro” di Emanuele Crialese nel 2002. Casisa al cinema ha recitato anche nei film “Nuovomondo” di Emanuele Crialese, “Il fantasma di Corleone” sempre di Marco Amenta, “Il mattino ha l’oro in bocca” di Francesco Patierno, e per la tv ha avuto ruoli in film come “Paolo Borsellino” e “Il Capo dei Capi”.
Miriana Faja interpreta Rita da piccola, Lorenzo Rosone è Vito da piccolo, mentre Primo Reggiani è Lorenzo, Mario Pupella è lo Zio Salvo, Carmelo Galati è il fratello di Rita, Lucia Sardo è la madre di Rita, Gérard Jugnot è il giudice e Marcello Mazzarella è Don Michele. Questi sono i nomi del cast principale dove ruotano le scene e le storie. La sceneggiatura è stata scritta da Marco Amenta, Sergio Donati e Gianni Romoli e presenta la crudeltà e il dolore della vita di questa “eroina” siciliana in un contesto mafioso.
Il film è stato trasmesso anche negli Stati Uniti con il titolo di “The Sicilian Girl” e nel febbraio 2010 trionfa con due premi al “Festival du Cinema Italien” di Bastia. La storia vera di Rita Atria è stata rappresentata come una giustizia a chi vuole reagire e lottare contro una criminalità pericolosa e corrotta. Un esempio che non può lasciare indifferenti, quando si tratta di avere poche vie d’uscita.
La Siciliana Ribelle
2009, Prod: R & C Produzioni e Eurofilm, distribuito da Roissy Film, 115 min. Dir. Marco Amenta. Liberamente tratto da eventi reali, il film segue le vicende della giovane Rita (Veronica D’Agostino) che è spinta dai tragici eventi a tradire la sua famiglia mafiosa. Cercare la verità dietro agli omicidi del padre e del fratello la fa scendere in un girone infernale dove è lasciata sola a combattere per la legalità. Abbandonata ed isolata nella sua città è costretta a nascondersi a Roma. Il film ha ricevuto la Nominations ai David di Donatello.
Trama
Nelle stragi di Mafia nel mare di dolore che ha causato Cosa Nostra in Sicilia, la vicenda di Rita Atria è una delle pagine più tristi e più tenere. Una ragazzina di soli 17 anni che decide di denunciare coloro che hanno ucciso li padre e il fratello, uomini d’onore entrambi. Quella bambina che a soli 17 anni decide di denunciare gli assassini del padre e del fratello, entrambi uomini d’onore. Che costruisce un rapporto forte con il giudice Borsellino.
Purtroppo però la fine è tragica perchè pur riuscendo a far condannare molti degli uomini del clan, Rita si suicida poco giorni dopo l’attentato di via d’Amelio. Rimane solo l’odio dei compaesani e persino di sua madre. Una madre così furiosa che arriverà persino a profanare la tomba della figlia a martellate.
Ora questa storia di lotta, di coraggio e di giovinezza tradita arriva sul grande schermo.
Un film che in pratica è solo ispirato alla reale storia di Rita. Si intitola La Siciliana Ribelle ed è già passato con un grande successo al Festival di Roma diretto da un regista emergente ma con una forte personalità. Si proprio così il giovane palermitano Amenta Marco che si era già fatto notare con il docufilm su Provenzano dal titolo Il fantasma di Corleone.
La pellicola è distribuita dall’Istituto Luce ed è ambientata in un immaginario paese siciliano dove vive una ragazzina Rita Mancuso interpretata da Veronica D’Agostino. Suo padre, mafioso locale, viene ucciso dalla Mafia proprio sotto i suoi occhi e pochi anni dopo quando lei ha ormai 17 anni viene ucciso anche suo fratello Carmelo.
Carica di odio e vendetta e decisa a farla pagare a tutti i sicari va a parlare con un magistrato di Palermo (interpretato dal francese Gerard Jugnot). Solamente a lui Rita consegnerà i suoi diari dove sono annotati nomi, fatti e persone che aiutano l’uomo dello stato a fare chiara luce sui rapporti malavitosi che termineranno con l’arresto dei capi del clan. Questo è anche l’inizio della sua collaborazione con la giustizia che la porterà a trasferirsi a Roma con un falso nome. Proprio nella capitale incontrerà un ragazzo con il quale inizierà una appassionata storia d’amore.